31 gennaio 2020 - venerdì III settimana del TO

Aggiornato il: 1 mar 2020

Memoria di san Giovanni Bosco, sacerdote: dopo una dura fanciullezza, ordinato sacerdote, dedicò tutte le sue forze all’educazione degli adolescenti, fondando la Società Salesiana e, con la colla-borazione di santa Maria Domenica Mazzarello, l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, per la formazione della gioventù al lavoro e alla vita cristiana.

In questo giorno a Torino, dopo aver compiuto molte opere, passò piamente al banchetto eterno.


Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi.

Dalle «Lettere» di san Giovanni Bosco




Mc 4, 26-34 Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. Parola del Signore.


Come, egli stesso non lo sa.

Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa (Mc 4,26-27).

La Parola di Dio ci accompagna oggi a contemplare il Dio nascosto, che opera nel silenzio e nella segretezza, non solo nel campo più vasto del mondo, ma anche soprattutto nel campo del nostro cuore. Non fa rumore, ma la sua azione è efficace e concreta, come il seme che – nascosto nel terreno – cresce e a suo tempo germoglia e diventa un grande albero. Come il chicco di grano che, caduto in terra, muore, ma che proprio per questo porta molto frutto (cfr. Gv 12,24).

Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con pazienza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le piogge d’autunno e le piogge di primavera. Siate pazienti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina (Gc 5,7-8).

O Gesù, Parola incarnata, che vuoi risuonare nelle viscere profonde del mio essere, stai per venire, anzi vieni Tu stesso; donati come il sole in un cielo trasparente, come piccolo seme nel solco del terreno del mio cuore. Vieni, cresci e rendimi con Te albero alla cui ombra tutti possono riposare (cfr. A. Guillerand).

Sr. M. Luisa

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