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29 settembre 2021 - mercoledì XXVI settimana TO

Festa dei Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli.Nel giorno della dedicazione della basilica intitolata a San Michele anticamente edificata a Roma al sesto miglio della Via Salaria, si celebrano insieme i tre arcangeli, di cui la Sacra scrittura rivela le particolari missioni: giorno e notte essi servono Dio e, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente.


Così Michele significa: Chi é come DIo?, Gabriele: Fortezza di Dio, e Raffaele: Medicina di Dio. Quando deve compiersi qualcosa che richiede grande coraggio e forza, si dice che é mandato Michele, perché si possa comprendere, dall'azione e dal nome, che nessuno può agire come Dio.

Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno, papa




 

Gv 1, 47-51 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».

Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».

Parola del Signore.

vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere...

Oggi la Chiesa ci invita a ringraziare il Signore per il dono degli angeli, in particolare dei tre Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, i quali esercitano una funzione importante lungo la storia della salvezza. Infatti, Michele, ci ricorda il Libro dell’Apocalisse, è colui che guida gli angeli fedeli a Dio nella lotta contro il satana (cfr. Ap 12); di Gabriele sappiamo che annuncia la nascita di Giovanni il Battista a Zaccaria e di Gesù a Maria (cfr. Lc 1); Raffaele è l’Arcangelo che porta la guarigione di Dio all’uomo, come si legge nel Libro di Tobia, nell’Antico Testamento. Questi tre Arcangeli e tutti gli angeli che a mille migliaia servono il Signore e a diecimila miriadi Lo assistono (cfr. Dn 7) non sono invenzioni di qualche mente stravagante, non sono fantascienza. Esistono sul serio. Fra pochi giorni ricorderemo anche gli angeli custodi, i nostri amici fedeli dei quali ci dimentichiamo facilmente.

Gli angeli sono esseri spirituali, non hanno il corpo. Per natura, sono le creature più perfette. Ma sapete una cosa? Gli angeli adorano Gesù, che è Dio, ma che è anche uomo, come ci ricorda il Vangelo scelto per la festa odierna: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo» (Gv 1,51). Dio, per salvarci, non si è fatto Figlio degli angeli, ma Figlio dell’uomo. Gli angeli che Lo servono ci ricordano che si è abbassato, è sceso nel nostro abisso, ha preso su di sé il peso della carne, del sudore, delle lacrime. Fra di noi ci diciamo: “Sei un angelo!”, per esprimere al massimo grado il nostro apprezzamento verso una persona, per lodare la sua bellezza, la sua bontà, la sua docilità. Il Figlio di Dio, invece, vuol farci capire questo: “Mi faccio Figlio dell’uomo per rendere l’uomo come Dio, perché portarlo al livello degli angeli è troppo poco per l’Amore infinito che gli porto. Gli angeli, miei fedeli servitori, gli saranno amici, compagni di viaggio, protezione, aiuto nella lotta contro il maligno e i suoi angeli ribelli. Dagli angeli fedeli l’uomo potrà imparare la prontezza nel rispondere al mio Amore, perché soltanto questo lo rende felice veramente. Ma non voglio che l’uomo desideri di essere angelo, che voglia essere solo spirito! Io mi sono incarnato, ho preso un corpo proprio per dirgli: il tuo corpo è cosa molto buona, è la mia casa sulla terra, ha una dignità grandissima, non è una prigione, né un oggetto da trattare come spazzatura. Gli angeli adorano il Figlio dell’uomo con il Suo corpo…”.

Gli angeli saranno pure avanzatissimi nelle cose spirituali, ma possono ricevere una carezza, un bacio, un abbraccio? Possono forse accogliere dentro di sé lo stesso Dio nutrendosi del Suo Corpo e del Suo Sangue nell’Eucaristia? Pensiamoci: noi attraverso la comunione eucaristica diventiamo consanguinei del Signore, loro no. Gli angeli sono spiriti puri, ma sono alle dipendenze di Dio come servitori. Noi siamo i figli del Re. Come possiamo fare i confronti con i servitori? Ringraziamo con gioia il Padre che ci ha regalato degli amici così, ma non sogniamo di diventare come loro: pensiamo più in grande. Impariamo ad invocare spesso il loro aiuto, sono qui apposta per noi. Chiediamo in particolare a San Michele di difenderci nella lotta contro le suggestioni del male, a San Gabriele di donarci la forza per rispondere prontamente alla voce di Dio e a San Raffaele di guarirci dalle nostre cecità spirituali e assisterci in ogni malattia.

Maria Chiara

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