29 agosto 2019 - giovedì XXI settimana TO

Memoria della passione di san Giovanni Battista, che il re Erode Antipa tenne in carcere

nella fortezza di Macheronte nell’odierna Giordania e nel giorno del suo compleanno, su richiesta della figlia di Erodiade, ordinò di decapitare. Per questo, Precursore del Signore, come lampada che arde e risplende, rese sia in vita sia in morte testimonianza alla verità.


San Giovanni subì il carcere e le catene a testimonianza per il nostro Redentore, perché doveva prepararne la strada. Per lui diede la sua vita, anche se non gli fu ingiunto di rinnegare Gesù Cristo, ma solo di tacere la verità. Tuttavia morì per Cristo.

Cristo ha detto: «Io sono la verità» (Gv 14, 6), perciò proprio per Cristo versò il sangue, perché lo versò per la verità.

Dalle «Omelie» di san Beda, il Venerabile, sacerdote



Mc 6, 17-29 Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

Parola del Signore.


PIERRE PUVIS DE CHAVANNES (1824 - 1898) - The Beheading of Saint John the Baptist

Il più grande tra i nati di donna (Mt 11,11) muore ucciso dall'odio di una regina vendicativa e dalla viltà di un re che teme di agire con giustizia. La disumanità del potere umano che schiaccia il debole e volge le spalle a Dio sembra prendere in mano anche in questo caso il governo delle cose e del mondo. Ma Giovanni non fallisce la sua missione di Precursore di Cristo, la porta a compimento restando nella verità, in una via di umiliazione inconcepibile e assurda, come avverrà a Gesù.

"Il mio regno non è di questo mondo e io sono venuto a dare testimonianza alla verità" Giovanni brilla perciò ancora oggi come lampada sul nostro cammino di testimonianza cristiana, ci dà speranza e ci invita a interrogarci: nelle mie situazioni quotidiane conto su ciò che è a portata di mano, sulla violenza, o dico sì a Dio che opera con il potere della verità e dell'amore?

La verità prevalga nel mio cuore! Chi vuol trovare Dio deve continuamente convertirsi interiormente. Il nostro atteggiamento naturale ci porta a voler affermare noi stessi, a rendere pan per focaccia, a porci nel mezzo" (Joseph Ratzinger).

sr Maria Daniela

6 visualizzazioni
LA NOSTRA RETE

Da quasi 2 secoli Cottolengo assiste in Italia e nel mondo 500 mila pazienti negli ospedali, 5mila bambini nei servizi educativi, più di 5mila disabili, anziani e senza fissa dimora a cui viene data accoglienza e oltre 130mila pasti gratuiti distribuiti.

INDIRIZZO

Monastero Cottolenghino Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

Via del Santuario, 22

​Pralormo (TO) 10040 Italia

tel 0119481192

adoratrici@gmail.com

farebene.png

© 2019 Monastero Adoratrici Pralormo

  • YouTube