28 settembre 2020 - lunedì della XXVI settimana del T.O.

Lc 9, 46-50 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.

Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».

Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Parola del Signore.

Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me...

Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze (Sl 130).

In fondo, la discussione sorta tra i discepoli non era una questione tra persone che avevano conosciuto il Maestro e quindi il loro linguaggio, i loro obiettivi, le loro attese e la loro comprensione erano ben lontani dai suoi insegnamenti. Infatti Gesù aveva appena detto loro «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini» ed essi non comprendevano il senso di quella frase.

Avevano sempre qualcosa da rivendicare, qualche scusa per prevalere sugli altri.

Visto che non erano ancora “capaci di portare il peso delle sue parole” per IMPARARE DA LUI, Gesù propone come modello un fanciullo, il solo capace di stare vicino a Lui e di lasciarsi istruire.

Non è la grandezza che dà la dignità del discepolo e di figlio di Dio.

“Io sono venuto per servire...”. Se dunque Io, il Signore, il Maestro mi sono abbassato fino al punto di annientarmi, di sacrificare la mia vita per voi, no potete scegliere l’onore, la potenza, la ricchezza e la grandezza. Perché cercate cose grandi e superiori a quanto vi propongo e desidero da voi?

Qualche volta ci accade forse di pensare che noi siamo qualche cosa, che sappiamo o facciamo qualche cosa; no, vi dico, noi siamo un nulla, e facciamo un nulla, tutto dipende da Colui che sta lassù (S.G.B. Cottolengo).

Imparate a SCEGLIERE ciò che Io ho scelto per voi e “tranquilli e sereni” (Sl 130), riposate VICINO A ME e come questo fanciullo abbandonatevi al mio Amore, come un bimbo che riposa sicuro e sereno tra le braccia di sua Madre (Sl 130).

“Il mio bene è stare VICINO A DIO: in Lui ho posto la mia fiducia” (Sl 72, 28).

“Sono soltanto un bambino, debole e impotente; tuttavia è proprio la mia debolezza che mi dà l’audacia di offrirmi come strumento del tuo Amore, o Gesù” (S. Teresa di Gesù Bambino).

Sr M. di Gesù Bambino

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