28 gennaio 2020 - martedì III settimana TO

Memoria di san Tommaso d’Aquino, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e dottore della Chiesa, che, dotato di grandissimi doni d’intelletto, trasmise agli altri con discorsi e scritti la sua straordinaria sapienza. Invitato dal beato papa Gregorio X a partecipare al secondo Concilio Ecumenico di Lione, morì il 7 marzo lungo il viaggio nel monastero di Fossanova nel Lazio e dopo molti anni il suo corpo fu in questo giorno traslato a Tolosa.


Se cerchi un esempio di carità, ricorda: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13).

Questo ha fatto Cristo sulla croce. E quindi, se egli ha dato la sua vita per noi, non ci deve essere pesante sostenere qualsiasi male per lui.

Dalle «Conferenze» di san Tommaso d’Aquino, sacerdote


Mc 3, 31-35 Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». Parola del Signore.


Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre...

“Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?” (...) “Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre” (Mt 3,31-37).

Entrando nel mondo Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato: sul rotolo del libro di me è scritto che io faccia il tuo volere; mio Dio questo io desidero, la tua legge è nel profondo del mio cuore (Ebrei 10,5.7; Sl 19,9).

Dunque chi fa la volontà di Dio non va a “rintracciarlo”, cioè non va là dove non vuole che Lui sia presente, ma va a CERCARLO dove Lui lo aspetta e dove vuole essere TROVATO.

“I tuoi fratelli e le tue sorelle STANNO FUORI e ti cercano”. Certamente questo non è il vero modo di cercare di coloro che desiderano fare la sua volontà. Infatti l’Evangelista mette in rilievo l’atteggiamento di distanza dei fratelli e delle sorelle del maestro: ... STANNO FUORI...

Chi e che cosa cercano? Perché non si mettono attorno a lui con tutti gli altri per ascoltarlo? S. Agostino pone una domanda: “sua madre, Maria Santissima, non ha forse fatto la volontà del Padre? Certamente – soggiunge – ha fatto la volontà del Padre e per lei è cosa più grande essere stata discepola del Cristo che essere stata sua Madre. Per questo Maria era beata, perché prima di darlo alla luce porto in seno il suo Maestro. Vedi se quel che dico – dice ancora S. Agostino - non è vero. Mentre il Signore passava seguito dalla folla e compiva miracoli, una donna disse: “Beato il grembo che ti ha portato!”. E il Signore, perché non si stesse a cercare la beatitudine della carne, che cosa ha risposto? “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” (Lc 11,27-28).

Anche Marta, non comprese la “parte migliore” scelta da sua sorella quando si lamentava che Maria invece di aiutarla a preparare la mensa stava seduta ai piedi del maestro e lo ascoltava.

Certo, anche la parte di Marta era buona, ma Gesù è disceso dal cielo per dare a tutti il cibo che non perisce e Lui stesso afferma: “Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato”.

Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo Regno,

sia fatta la tua volontà.

“Insegnaci a compiere il tuo volere” (Sl 142,10).

E con S. Giuseppe B. Cottolengo ancora preghiamo: “Sia fatta, lodata e in eterno esaltata la giustissima, amabilissima volontà di Dio in tutte le cose”.

Sr M. di Gesù Bambino


“Gesù, girando lo sguardo su quelli che gli stavano attorno disse: Ecco mia madre e i miei fratelli. Chi compie la volontà di Dio costui è mio fratello, sorella, madre”.

Ecco quando Dio ci guarda ci seduce e ci benedice.

Sempre lo sguardo di Gesù è il tempo del silenzio. Mosè sul monte Sinai vuole vedere Dio e lo vede solo di spalle. Così noi lo vediamo camminando dietro di lui, mentre l’eco delle sue parole ci aiuta a fare le sue opere. Ecco, anche il nostro sguardo vive di incontri fraterni perché lo sguardo di Gesù è benedizione per tutti: “fratello sorella e madre”.

Sr M. del Buon Consiglio

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