28 agosto - venerdì della XXI settimana del T.O.

Memoria di sant’Agostino, vescovo e insigne dottore della Chiesa: convertito alla fede cattolica dopo una adolescenza inquieta nei princípi e nei costumi, fu battezzato a Milano da sant’Ambrogio e, tornato in patria, condusse con alcuni amici vita

ascetica, dedita a Dio e allo studio delle Scritture. Eletto poi vescovo di Ippona in Africa, nell’odierna Algeria, fu per trentaquattro anni maestro del suo gregge, che istruì con sermoni e numerosi scritti, con i quali combatté anche strenuamente contro gli errori

del suo tempo o espose con sapienza la retta fede.


O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere. Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me. Tremai di amore e di terrore.

Dalle «Confessioni» di sant’Agostino, vescovo





Mt 25, 1-13 Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene".

Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco".

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».

Parola del Signore.

... le vergini uscirono incontro allo sposo ...

La parabola delle dieci vergini, cari lettori, conclude il suo brano con questo tocco sinfonico che suona così: Vegliate, perchè non sapete nè il giorno nè l'ora.

La vita di tutti non è un lento addormentarsi nella pigrizia, nella volgarità, nei piaceri banali e grossolani della vita, nell'indifferenza e nel cinismo. E' un servizio lieto e continuo al Signore e ai fratelli. Essere vigilanti è per noi cristiani gioia nel sentirsi in compagnia dello Sposo, speranza nostra. Essere vigilanti significa pregare di non perdere la "sapienza di Dio", cioè la visione della vita che ci dà la fede.

"Chi si alza di buon mattino per cercarla, non si affaticherà, la troverà seduta alla sua porta". Ora l'Apostolo Paolo ci ricorda che la fede cristiana è fondata sulla certezza che Gesù è morto e risorto e che anche noi risorgeremo come Gesù. "Andremo incontro al Signore e saremo sempre con Lui". Sarà una vita piena e perfetta, perchè lo vedremo così come Egli è. L'importante, perciò, cari lettori, è capire il valore del tempo presente: è sempre l'unico tempo disponibile in cui possiamo perdere o guadagnare la vita. "Non chi dice Signore, Signore, entrerà nel Regno, ma chi fa la volontà del Padre".

Sr. M. Margherita


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