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27 settembre 2023 - mercoledì della XXV settimana del T.O.

Memoria di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote, che, pieno di spirito sacerdotale, a Parigi si dedicò alla cura dei poveri, riconoscendo nel volto di ogni sofferente quello del suo Signore e fondò la Congregazione della Missione, nonché, con la collaborazione

di santa Luisa de Marillac, la Congregazione delle Figlie della Carità, per provvedere al ripristino dello stile di vita proprio della Chiesa delle origini, per formare santamente il clero e per assistere i poveri.


Dobbiamo entrare in questi sentimenti e fare ciò che Gesù ha fatto: curare i poveri, consolarli, soccorrerli, raccomandarli.

Da alcune «Lettere e conferenze spirituali» di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote



Lc 9, 1-6 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».

Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.


Parola del Signore.


... annunciando la buona notizia ...

Oggi, Festa di san Vincenzo de’ Paoli, la Liturgia ci propone il brano evangelico delle Beatitudini. Beati…. Beati…. ripete Gesù più volte (Mt 5,1-3).

Beati…. Tutti noi vorremmo essere beati, felici, senza problemi, e spontaneamente riteniamo beato chi riesce a soddisfare i propri desideri, ad avere quello che vuole, a raggiungere onore, ricchezza, potere, successo. Ma la ricetta che Gesù ci propone per essere davvero beati, rovescia i nostri schemi e le nostre idee. Egli, infatti, chiama beati i poveri, gli afflitti, gli affamati, i perseguitati: ma come possono essere beati quelli che non hanno nulla o che soffrono? In realtà, non sono beati perché soffrono o hanno fame o sono sprovvisti di tutto, ma perché ripongono tutta la loro fiducia in quel Padre buono e provvidente che pensa a noi più di quanto noi pensiamo a Lui. In una parola, essi sono quei piccoli che si fidano e si affidano alla bontà e misericordia di Dio, e che un giorno faranno esultare di gioia Gesù nello Spirito Santo. Essi non hanno né oro né argento, non hanno né voce né nome, sono un nulla davanti ai potenti, ma proprio a loro il Padre rivela i misteri del Regno, i segreti del Suo Amore. Davvero beati voi, poveri, afflitti, miti, misericordiosi,…., rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli (Mt 5,12), perché possederete Colui che è la sorgente di tutto, Colui che è la vera felicità e la vera beatitudine; e sarete beati perché sarete sempre con Lui, in Lui, nell’Abisso del suo Amore.

Sr Marialuisa



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