LA NOSTRA RETE

Da quasi 2 secoli Cottolengo assiste in Italia e nel mondo 500 mila pazienti negli ospedali, 5mila bambini nei servizi educativi, più di 5mila disabili, anziani e senza fissa dimora a cui viene data accoglienza e oltre 130mila pasti gratuiti distribuiti.

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Monastero Cottolenghino Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

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26 settembre 2019 - giovedì XXV settimana TO

Aggiornato il: feb 16

Santi Cosma e Damiano, martiri, che si ritiene abbiano esercitato a Cirro nella provincia di Eufratesia, nell’odierna Turchia, la professione di medici senza chiedere alcun compenso e abbiano sanato molti con le loro gratuite cure.


Lauta è quella mensa dove il cibo è costituito dallo stesso padrone della mensa. Nessuno nutre gli invitati con la propria carne: questo lo fa solo Cristo Signore. Egli è colui che invita, egli è il cibo e la bevanda. Compresero bene i martiri che cosa avessero mangiato e bevuto, per rendere un tale contraccambio.

Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo


Lc 9, 7-9 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Parola del Signore.

E cercava di vederlo.

Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: “Giovanni è risorto dai morti”, altri: “E apparso Elia”, e altri ancora: “E risorto uno degli antichi profeti”. Chi è costui del quale sento dire queste cose, diceva Erode?(Lc 9,7-9). Dunque chi è Gesù?

Io porrei la domanda così: chi è Gesù per me? Lo stesso Gesù chiese ai discepoli: ma voi chi dite che io sia?”. (Lc 9,20). Questa domanda, Gesù la fa ai suoi discepoli, in un momento di intimità e di preghiera, “si trovava infatti in un logo solitario a pregare ed i discepoli erano con lui”.(Lc 9,18)

Gesù chiama tutti noi, suoi discepoli a stare con lui. “Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con lui.( Mc 3,13-14)”. Prima, viene lo stare con Gesù, nella vita laicale o consacrata a cui ciascuno è chiamato, e poi viene il mandato, perché ognuno di noi è e ha una missione su questa terra.

Siamo chiamati, come cristiani, a vivere l’attimo presente, con stupore e gratitudine, cercando la presenza del Signore, cercando di conoscere chi è Gesù per noi e chi siamo noi per lui. Questo si realizza solo attraverso la preghiera, che è la catena che ci lega al nostro Maestro che per primo ci ha insegnato e ci ha dato l’esempio di come pregare sempre, senza stancarsi.

Gesù ci chiama a una grande amicizia con Lui, infatti l’amicizia è così importante per Lui che Gesù stesso si presenta come amico: “Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici” (Gv 15,15) e va ancora oltre. Noi per lui siamo “fratello, sorella, madre, se compiamo la volontà del Padre “.(Mt 12,50)

L’amicizia con Gesù è indissolubile. Egli non ci abbandona mai, anche se a volte sembra stare in silenzio. Quando abbiamo bisogno di Lui, si lascia trovare da noi (Ger 29,14) e sta al nostro fianco dovunque andiamo( Gs 1,9). Perché Egli non rompe mai un’alleanza. A noi chiede di non abbandonarlo: “Rimanete in me e io in voi “(Gv 15,4). Ma se ci allontaniamo, “Egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso” (2Tm 2,13). (Francesco,Es.Ap Christus vivit, n°154)

Scopri oggi stesso chi è per te Gesù nella sua Parola, lì Lui si lascia trovare da te, anzi è Lui stesso che ti cerca, perché Lui ti ha amato e ha dato se stesso per te.

sr M. Benedetta

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