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26 maggio 2022 - giovedì della VI settimana del Tempo di Pasqua

Memoria di san Filippo Neri, sacerdote, che, adoperandosi per allontanare i giovani dal male, fondò a Roma un oratorio, nel quale si eseguivano letture spirituali, canti e opere di carità; rifulse per il suo amore verso il prossimo, la semplicità evangelica, la letizia d'animo, lo zelo esemplare e il fervore nel servire Dio.


L'Apostolo ci comanda di rallegrarci, ma nel Signore, non nel mondo. «Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio» (Gc 4, 4), come ci assicura la Scrittura. Come un uomo non può servire a due padroni, così nessuno può rallegrarsi contemporaneamente nel mondo e nel Signore.

Quindi abbia il sopravvento la gioia nel Signore, finchè non sia finita la gioia nel mondo. Cresca sempre più la gioia nel Signore, mentre la gioia nel mondo diminuisca sempre finchè sia finita. E noi affermiamo questo, non perchè non dobbiamo rallegrarci mentre siamo nel mondo, ma perchè, pur vivendo in questo mondo, ci rallegriamo già nel Signore.

Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo


Gv 16, 16-20 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete».

Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos'è questo che ci dice: "Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete", e: "Io me ne vado al Padre"?». Dicevano perciò: «Che cos'è questo "un poco", di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».

Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: "Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete"? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

Parola del Signore. Lode a Te o Cristo.


Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

La vostra tristezza si cambierà in gioia, ci dice oggi Gesù. Il Signore non nega che possiamo vivere della tristezza, non ci dice che saremo sempre e solo nella gioia: ma ci assicura, ci promette che questa tristezza si trasformerà, per il dono del suo Spirito. Dobbiamo davvero confidare in questa parola: lo dobbiamo fare soprattutto nei momenti in cui ci prende la tristezza, in cui siamo nella prova più dura, in cui preoccupazioni e affanni ci riempiono il cuore e la mente. Ci possano aiutare oggi nella preghiera queste parole di Madre Teresa di Calcutta:

“Signore, tu sei la vita che voglio vivere, la luce che voglio riflettere, il cammino che conduce al Padre, l'amore che voglio amare, la gioia che voglio condividere, la gioia che voglio seminare attorno a me. Gesù, tu sei tutto per me, senza Te non posso nulla. Tu sei il Pane di vita che la Chiesa mi dà. E' per te, in te, con te che posso vivere.”

sr Anna Maria

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