26 maggio 2020 - martedì della VII settimana di Pasqua

Memoria di san Filippo Neri, sacerdote, che, adoperandosi per allontanare i giovani dal male, fondò a Roma un oratorio, nel quale si eseguivano letture spirituali, canti e opere di carità; rifulse per il suo amore verso il prossimo, la semplicità evangelica, la letizia d’animo, lo zelo esemplare e il fervore nel servire Dio.


L’Apostolo ci comanda di rallegrarci, ma nel Signore, non nel mondo. «Chi dunque vuole essereamico del mondo si rende nemico di Dio» (Gc 4, 4), come ci assicura la Scrittura. Come un uomo non può servire a due padroni, così nessuno può rallegrarsi contemporaneamente nel mondo e nel Signore. Quindi abbia il sopravvento la gioia nel Signore, finché non sia finita la gioia nel mondo. Cresca sempre più la gioia nel Signore, mentre la gioia nel mondo diminuisca sempre finché sia finita. E noi affermiamo

questo, non perché non dobbiamo rallegrarci mentre siamo nel mondo, ma perché, pur vivendo in questo mondo, ci rallegriamo già nel Signore.

(Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo)



Gv 17, 1-11 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:

«Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.

Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

Parola del Signore.


Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi.

Padre glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi Te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano Te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato Gesù Cristo (Gv 17,1b-3).

Solo nel Nuovo Patto viene realmente svelato il volto del Padre attraverso Cristo, incarnatosi fino all’abbassamento-glorificazione della Croce e Risurrezione per noi, perché noi risorgessimo in Lui.

Il Padre lo conosce, solo il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelare (Mt 11,27), a sua volta nessuno conosce il Figlio se non colui che è attratto dal Padre (Gv 6,44) ed è ammaestrato dallo Spirito (Gv 6,13).

Qui ci si addestra nel mistero della Trinità come rivelazione dell’amore assoluto ed estremo (cfr. Hans Urs von Balthasar, in “La percezione della forma, pp. 618.619).

Signore Gesù, regna su di noi, sui nostri cuori e colmali di amore per penetrare il mistero di quell’amore trinitario, che tutti fa concorrere al bene (cfr. Rm 8,28) per noi creature, infinitamente piccole nell’amore di fronte all’amore infinitamente grande Tuo, del Padre e dello Spirito Santo.

Donaci la grazia di poter credere in tempi migliori in cui “Tutto sarà Bene” (Giuliana di Norwich), per rinnovarci nello spirito e nell’amore. Amen.

Sr M. Liliana

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