26 agosto - mercoledì della XXI settimana del T.O.

Nella città di Betlemme in Terra Santa, beata Maria di Gesù Crocifisso (Maria) Baouardy, vergine dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, che, ricca di mistici doni, unì la vita contemplativa a una straordinaria carità.



Mt 23, 27-32 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all'esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all'esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: "Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti". Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri». Parola del Signore.

... assomigliate a sepolcri imbiancati ...

Le parole di Gesù rivolte a certi scribi e farisei del suo tempo, amare come una medicina e penetranti come un bisturi, interpellano anche il cristiano di oggi, in vari modi. In particolare, vorrei soffermarmi su due piccoli focus che questo richiamo del Signore suggerisce.

Innanzitutto, notiamo come la logica mondana punti a curare eccessivamente le apparenze, l’esteriorità, e non offra che illusorie soluzioni per la pacificazione della vita interiore. L’esperienza insegna che possiamo avere tutto e apparire fortunati per il mondo, ma percepirci vuoti; vivere immersi nella comodità e sentirci a disagio; abbellire il nostro fisico secondo i modelli propinati dalle riviste e sentirci brutti dentro; sorridere a trentadue denti a una persona e interiormente disprezzarla; salutare con garbo qualcuno e poi parlare alle sue spalle… Di per sé non sarebbe un male curare l’esteriorità, il proprio aspetto fisico (il corpo è tempio di Dio, ci ricorda San Paolo), le buone maniere… Tuttavia, si rischia, a volte, che tutto questo non sia il riflesso di un’anima che tende al Bene, ma una mano di vernice per insabbiare, per non ascoltare il tormento del cuore che vuole liberarsi dalle catene della logica mondana, per ottenere conferme da chi ci vede esteriormente. Siamo fiduciosi: Gesù non teme la nostra fragilità, non teme il pus che eruttano le nostre piaghe interiori, ma vuole scoprire tutte le nostre incoerenze perché ci lasciamo curare dalla Sua infinita Misericordia. Lui sa che se la nostra vita si sdoppia provoca una sofferenza inutile a noi e agli altri. Lasciamo che Egli, con la Sua Parola e l’aiuto delle guide che ci dona, scopra i nostri malesseri interiori, perché Lui solo, con i Suoi modi e i Suoi tempi, può guarirli.

Secondo suggerimento che ci offre il Vangelo: la fuga dai confronti ipotetici. Accanto al terribile “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti” (Mt 23,30), nascono come funghi tanti altri piccoli SE. Un detto afferma che i SE e i MA vengono dal diavolo. Gesù intende farci comprendere quanto siano ingannevoli i confronti ipotetici, che ci permettono di creare una immagine fittizia di noi stessi, dei nostri limiti, e ci inducono a considerarla vera. I SE e i MA provengono dall’orgoglio. L’umiltà insegnata dal Maestro, invece, si inchina di fronte alla realtà dei fatti. L’umiltà non si crogiola nella constatazione della propria miseria, ma, per tornare al primo suggerimento, riconosce che solo Dio può trasformare ogni malformazione interiore: le parole del Signore, quindi, sono definitive solo di fronte alla decisione della nostra libertà che si umilia o, al contrario, si trincera nella falsa immagine coltivata dall’orgoglio.

Se temiamo tanto la medicina amara, imitiamo il bambino che si aggrappa alla mamma di fronte alla siringa del medico che si avvicina: rivolgiamoci a Maria Santissima. Lei, perfetto esempio di coerenza, di trasparenza interiore che si irradia nella bellezza e nella dolcezza esteriori, interceda presso Gesù perché affretti la conversione del cuore da sepolcro imbiancato a specchio della Misericordia Divina.

Maria Chiara

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