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24 luglio 2023 - lunedì della 16a settimana Tempo Ordinario

San Charbel (Giuseppe) Makhluf, sacerdote dell’Ordine Libanese Maronita, che, alla ricerca di una vita di austera solitudine e di una più alta perfezione, si ritirò dal cenobio di Annaya in Libano in un eremo, dove servì Dio giorno e notte in somma sobrietà di vita con digiuni e preghiere, giungendo il 24 dicembre a riposare nel Signore.


Voi invece mostratevi forti in ciò che avete intrapreso. Coloro infatti che abbandonano il silenzio non possono vincere le loro passioni né possono lottare contro il loro avversario, essendo schiavi delle loro passioni. Voi invece vincete le vostre passioni, e la virtù divina sarà con voi.

Dalle lettere di Sant’Ammonio, eremita



Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».

Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.

Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».


Parola del Signore.


«Maestro, da te vogliamo vedere un segno».

Forse anche oggi ci comportiamo come gli scribi ed i farisei quando, mai sazi, pretendiamo segni e miracoli, senza considerare il segno di Giona che Gesù ci ha lasciato. Gesù come Giona rimane 3 giorni e tre notti nel cuore della terra, sepolto come un seme in attesa della risurrezione.

Gesù ci chiede di imitarlo e di seguirlo in questo suo percorso scomodo ed oscuro, per dare anche oggi al mondo il segno più adatto.

Il mondo forse chiede alla Chiesa, ai cristiani la visibilità delle opere, ma noi, se vogliamo seguire il nostro maestro possiamo dare un contributo nascosto, invisibile. Sepolti nel silenzio della vita contemplativa anche oggi monaci e monache possono dare al mondo un segno forte anche se di difficile lettura. Il mondo chiede opere, attività, miracoli ed i contemplativi offrono silenzio e preghiera.

Signore Gesù, apri i nostri occhi perché leggiamo i segni che continuamente ci dai, tu che sei più grande di ogni altro profeta.

Sr Maria Bruna

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