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24 giugno 2022 - venerdì della XII settimana del Tempo Ordinario - Sacro Cuore di Gesù

Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, il quale, mite e umile di cuore, esaltato sulla croce, è divenuto fonte di vita e di amore, a cui tutti i popoli attingeranno.


Dalle «Opere» di san Bonaventura, vescovo

Considera anche tu, o uomo redento, chi, quanto grande e di qual natura sia colui che pende per te dalla croce. La sua morte dà la vita ai morti, al suo trapasso piangono cielo e terra, le dure pietre si spaccano.

Inoltre, perché dal fianco di Cristo morto in croce fosse formata la Chiesa e si adempisse la Scrittura che dice: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto» (Gv 19, 37), per divina disposizione é stato permesso che un soldato trafiggesse e aprisse quel sacro costato. Ne uscì sangue ed acqua, prezzo della nostra salvezza. Lo sgorgare da una simile sorgente, cioè dal segreto del cuore, dà ai sacramenti della Chiesa la capacità di conferire la vita eterna ed é, per coloro che già vivono in Cristo, bevanda di fonte viva «che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,14).

 

Lc 15,3-7

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».

Parola del Signore. Lode a Te o Cristo.


“Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.

Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? (Lc 15,4). Una pecora si è smarrita e il buon pastore non ci pensa su due volte e parte subito alla sua ricerca. Perché è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda (Mt 18,14). Perciò, dice il Signore Dio, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura (Ez 34,11). Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia (Ez 34,16).

Quando finalmente trova la pecora che si era smarrita, il pastore buono pieno di gioia se la carica sulle spalle (cfr. Lc 15,5), non la rimprovera né la batte, ma con immenso amore la riprende con sé. E la sua gioia è così grande che non può non condividerla con gli amici e i vicini: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta (Lc 15,6).

Così è il Cuore di Gesù, Cuore trafitto dal male del mondo, ma Cuore aperto dall’Amore di un Dio che non teme di morire sulla Croce pur di salvare la vita delle sue pecore, Cuore che esulta di gioia per ogni pecora ritrovata. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto (Lc 19,10).

Così, io vi dico, vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione (Lc 15,7).

sr Marialuisa

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