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23 settembre 2021 - giovedì della XXV settimana del T.O.

Memoria di san Pio da Pietrelcina (Francesco) Forgione, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che nel convento di San Giovanni Rotondo in Puglia si impegnò molto nella direzione spirituale dei fedeli e nella riconciliazione dei penitenti ed

ebbe tanta provvidente cura verso i bisognosi e i poveri da concludere in questo giorno il suo pellegrinaggio terreno pienamente configurato a Cristo crocifisso.


Siate certi che tutto quello che ha sperimentato la vostra anima è stato disposto dal Signore.

Dalle lettere di san Pio da Pietrelcina, sacerdote




Lc 9, 7-9 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».

Ma Erode diceva: «Giovanni, l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Parola del Signore.


... e cercava di vederlo ...

Le opere di Gesù, la sua stessa persona desta stupore e insieme clamore. La voce di “tutti questi avvenimenti” giunge fino a Erode che si domanda chi è costui che compie tutti questi segni. Erode cerca di vedere Gesù per capire chi fosse veramente. Sarà solo curiosità o desiderio sincero? Sappiamo che solo nella Passione Erode potrà “vedere” Gesù, quando sarà nel suo massimo splendore di tenebra, di dolore, di umiliazione.

Il vedere Dio è nel desiderio di tutti. Nessuno ha mai visto Dio, neanche noi, neanche i nostri pensieri. Il Figlio Unigenito che è Dio, ed è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato . Il vedere Dio mediante la persona del Figlio non è il semplice vederlo, ma conoscerLo come persona. S. Ireneo dice che “la visione di Dio è la vita dell’uomo”. Quindi si tratta della vita, della relazione con Dio che ci tiene in vita e che ci permette di vederlo. Non dobbiamo cercare cose straordinarie, ma vivere di fede. Noi possiamo intuire, percepire la presenza del Signore in noi e attorno a noi, però dobbiamo credere di essere guardati da Dio e amati da Lui. Il suo sguardo non è lo sguardo di chi ci controlla per prenderci in fallo e punirci. No. Il suo sguardo è lo sguardo di un Padre che ci ama.

Il salmo 138 dice :”Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri, osservi il mio cammino e il mio riposo, ti sono note tutte le mie vie. La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta. Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano”.

Il Signore prende sul serio e onora il nostro desiderio di poterlo vedere, e ci dà sempre appuntamento a Pasqua! Guardiamo il Crocifisso, lì Dio si è fatto vedere, lì l’amore di Dio si è fatto toccare, lì la Parola di Dio si è fatta sentire.

Sr. M. Benedetta

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