23 aprile 2020 - giovedì della II settimana di Pasqua

Aggiornato il: mag 22

Gv 3, 31-36

Dal Vangelo secondo Giovanni


Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui.

Parola del Signore.


... senza misura egli dà lo Spirito ...

Nei versetti precedenti i discepoli di Giovanni Battista si recano dal loro maestro per dirgli che Gesù ha più successo di lui nella predicazione: " Rabbì, colui che era con te dall'altra parte del Giordano e al quale hai reso testimonianza, ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui".(3, 26). Il Vangelo di oggi conclude la risposta di Giovanni ai suoi discepoli. Il Battista riconosce la superiorità del Cristo non come chi è sconfitto in una competizione, ma come l'amico che gioisce per la presenza dello Sposo. Al Battista che ama così intensamente è rivelata più in profondità l'identità di Colui che il Padre ha mandato: è il Figlio, il Signore che ha potere su ogni cosa, sulla vita e sulla morte. Gesù non è un rabbì qualunque, ma l'Inviato di Dio che dona lo Spirito di Dio come fonte di vita nuova. Anche nella lettura degli Atti degli Apostoli Pietro parla del dono dello Spirito che Dio dà "a coloro che si sottomettono a Lui". Questa sottomissione consiste nella fede stessa nel nome di Gesù. La risurrezione di Cristo ha posto nell'universo un nuovo principio di vita: quello della vita che vince la morte. La fede nel Risorto non sta nel credere che Dio può tutto, ma che da Lui anche noi, piccoli e poveri come siamo, possiamo ottenere tutto. Chiediamo a Dio ed Egli con il dono dello Spirito trasformerà la nostra morte interiore dovuta a questo lungo tempo di grande sofferenza, in vita, rendendoci capaci di pensieri e azioni nuove: perdonare, incoraggiare, guardare qualcuno senza giudicarlo, amare con tenerezza. Risorgere con Cristo è amare con amore più forte del male.

sr Maria Daniela



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