22 aprile 2021 - giovedì della III settimana di Pasqua

Gv 6, 44-51 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù alla folla:

«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».


Parola del Signore.

Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno ...

“Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”.

Gesù nel Vangelo di oggi, ci spiega come la fede è un dono del Padre.


«Noi non possiamo fare nemmeno un passo verso il cielo: la direzione verticale ci è preclusa. Ma se guardiamo a lungo il cielo, Dio discende e ci rapisce» (Simone Weil AD 151).


Infatti per leggere il Vangelo e comprenderlo abbiamo bisogno di incontrare il Risorto, ma per riconoscere il Cristo abbiamo bisogno di conoscerlo attraverso le Scritture e l’insegnamento della Chiesa (vedi i discepoli di Emmaus).

Ma non preoccupiamoci: il Padre vuole farsi conoscere, ci attira a sé e allo stesso tempo si avvicina a noi, alle nostre situazioni, ai nostri problemi, perché è il Dio della vita e non dei libri o delle situazioni astratte: “Io darò la mia carne per la vita del mondo”, “io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza”.


S. Teresa di Gesù Bambino scriveva: “voglio cercare il mezzo di andare in Cielo per una via ben diritta, molto breve, una piccola via tutta nuova. Siamo in un secolo d’invenzioni, non vale più la pena di salire gli scalini, nelle case dei ricchi un ascensore li sostituisce vantaggiosamente. Vorrei anch’io trovare un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché sono troppo piccola per salire la dura scala della perfezione. Allora ho cercato nei libri santi l’indicazione dell’ascensore, oggetto del mio desiderio, e ho letto queste parole pronunciate dalla Sapienza eterna: «Se qualcuno è piccolissimo, venga a me». Allora sono venuta, pensando di aver trovato quello che cercavo, e per sapere, o mio Dio, quello che voi fareste al piccolissimo che rispondesse al vostro appello, ho continuato le mie ricerche, ed ecco ciò che ho trovato: «Come una madre carezza il suo bimbo, così vi consolerò, vi porterò sul mio cuore, e vi terrò sulle mie ginocchia!». Ah, mai parole più tenere, più armoniose hanno allietato l’anima mia, l’ascensore che deve innalzarmi fino al Cielo sono le vostre braccia, Gesù! Per questo non ho bisogno di crescere, al contrario bisogna che resti piccola, che lo divenga sempre più“.

(S. Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo Dal “Manoscritto C”, n. 271).


Facciamoci anche noi attirare dal Padre su questo ascensore.

Buona giornata!

Sr M.Chiara

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