20 novembre 2019 mercoledì XXXIII settimana TO

Aggiornato il: feb 16

Lc 19, 11-28 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: "Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi". Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate dieci". Gli disse: "Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città". Poi si presentò il secondo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate cinque". Anche a questo disse: "Tu pure sarai a capo di cinque città". Venne poi anche un altro e disse: "Signore, ecco la tua moneta d'oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato". Gli rispose: "Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi". Disse poi ai presenti: "Toglietegli la moneta d'oro e datela a colui che ne ha dieci". Gli risposero: "Signore, ne ha già dieci!". "Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me"».

Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

Parola del Signore

"Fatele fruttare fino al mio ritorno"

Gesù ci racconta oggi questa parabola mentre sale verso Gerusalemme. Il Vangelo di questi ultimi giorni dell'anno liturgico sembra volerci richiamare su ciò che davvero è importante nel nostro cammino di fede: accogliere la nostra vita come dono del Padre, riconoscere la sua presenza accanto a noi, riconoscere i grandi doni che ci ha fatto, e farli fruttare, perchè non ci sono dati soltanto per noi. La bellezza e la grandezza dei doni che abbiamo ricevuto sono un dono anche per gli altri, così come gli altri sono un dono per ciascuno di noi. Chiediamo al Signore che vinca in noi le paure, tutto ciò che ci blocca in questo cammino, che ci fa rinchiudere in noi stessi, illudendoci di essere al sicuro: il Signore cammina davanti a tutti, Lui è il primo nella salita, Lui ha già vinto, quindi non abbiamo nulla da temere.

Sr. M. Margherita

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