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2 maggio 2022 - lunedì della III settimana del tempo di Pasqua

Memoria di sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa, di insigne santità e dottrina, che ad Alessandria d’Egitto dai tempi di Costantino fino a quelli dell’imperatore Valente combatté strenuamente per la retta fede e, subite molte congiure da parte degli ariani, fu più volte mandato in esilio; tornato infine alla Chiesa a lui affidata, dopo aver lottato

e sofferto molto con eroica pazienza, nel quarantaseiesimo anno del suo sacerdozio riposò nella pace di Cristo.


Egli stesso si costruì nella Vergine un tempio, cioè il corpo e, abitando in esso, ne fece un elemento per potersi rendere manifesto. Prese un corpo soggetto, come quello nostro, alla caducità e, nel suo immenso amore, lo offrì al Padre accettando la morte.

Dai «Discorsi» di sant’Atanasio, vescovo



Gv 6, 22-29 Dal Vangelo secondo Giovanni

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall'altra parte del mare, vide che c'era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.

Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Parola del Signore.

Datevi da fare ... per il cibo che rimane per la vita eterna

Perché mi cercate? Questo chiede implicitamente Gesù alla folla che si accalca attorno a Lui.

Questo capitolo sesto del vangelo di Giovanni inizia con il racconto della moltiplicazione dei pani. Gesù si trova in riva al lago di Galilea e, a partire dalla piccola offerta di un ragazzino, sfama una moltitudine di persone.

Anziché rimanere per saziarsi a sua volta della benevolenza della folla che vuole farlo re, Gesù sale sul monte, prende le distanze da quella situazione, per ricentrarsi, per dare al Padre, alla dimensione della vita eterna il primo posto.

Gesù non si accontenta di essere cercato solo per soddisfare i nostri bisogni immediati, Lui vuole dare molto di più di un pasto gratuito, vuole darci lo stesso cibo di cui Lui vive, l'intimità con il Padre.

Potremmo immaginare la scena descritta dal vangelo di oggi: essendosi diffuso il racconto del miracolo della moltiplicazione dei pani, migliaia di persone probabilmente si accalcano lungo la riva del lago di Galilea, sperando di essere saziate a loro volta, spinte dalla fame o dalla curiosità.

Gesù cerca di portare le persone, oggi come allora alla scoperta della vera fame dei cuori, fame di Dio, di ascoltare la Sua Parola, Pane che dura per sempre e che non muore.

In ogni Santa Messa anche noi possiamo essere saziati dal cibo della Parola e dell' Eucaristia.

Possa il Signore Gesù risvegliare in noi la fame del vero cibo che Lui ci vuole dare e che rimane per la vita eterna.

Sr. M. Bruna

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