19 novembre 2019 - martedì XXXIII settimana TO

Aggiornato il: feb 16

Memoria facoltativa di Santa Matilde, vergine


Nasce attorno al 1240 nel castello di Helfta, in Sassonia, da una delle più delle più nobili e potenti famiglie della Turingia, i von Hackeborn. La sorella maggiore, Gertrude, è badessa nel convento di Helfta. All'età di sette anni Matilde viene accolta come educanda nel monastero benedettino di Rodardsdorf. Qui la sua vocazione cresce e la giovane decide di indossare il velo. Nel 1258 raggiunge la sorella maggiore a Helfta dove, tre anni più tardi, le viene affidata la cura di una giovane monaca che resterà nella storia con il nome di santa Gertrude la Grande. Proprio a quest'ultima Matilde confesserà le proprie visioni mistiche. Da queste confidenze nascerà poi uno dei libri più noti della mistica medievale: il Libro della grazia speciale. Matilde, particolarmente dotata nel canto, cura e dirige il coro del monastero e per questa sua qualità sembra che lo stesso Dante si sia ispirato a lei per la figura di Matelda nel Purgatorio. Muore nel monastero di Helfta nel 1298.



Lc 19, 1-10 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».


Parola del Signore

oggi devo fermarmi a casa tua.













Zaccheo, troppo piccolo per poter vedere Gesù, SALE, su un albero, forse anche per nascondersi fra le fronde. Non gli piace farsi vedere dalla folla, sa di essere un pubblico peccatore, più temuto che amato dalla gente.

Silvano Fausti commenta: «Il centro è il desiderio di vedere di Zaccheo e lo sguardo di Gesù verso di lui. Da questo incontro di sguardi scaturisce l’oggi della salvezza. Zaccheo l’insalvabile per eccellenza trova il Figlio dell’uomo, venuto a cercare e salvare ciò che era perduto: bisogna che oggi e in fretta dimori nella sua casa. L’insalvabile ha l’unica prerogativa richiesta per la salvezza: vede la propria miseria e cerca di vedere la misericordia del Signore che passa. Questo è il principio di ogni illuminazione».

Se Zaccheo è in ALTO, Gesù, il Dio che umiliò se stesso, lo guarda dal BASSO, e lo invita a SCENDERE, non a SALIRE.

Zaccheo, scendi subito! Eccomi Signore! Maestro dove abiti? Gesù risponde: “A casa tua”.

La salvezza avviene nell’oggi, nel quotidiano, in casa propria: è lì e non in strane elevazioni che Gesù è presente e DEVE fermarsi, RIMANERE.

Gesù, fa che io scenda nel concreto, nel quotidiano, luogo in cui tu sei presente e in cui io possa dare tutto: metà ai poveri e metà in restituzione delle frodi.

Dio della Misericordia e dell’affetto insistente,

ti benediciamo perché nella conversione di Zaccheo

hai dato prova di credere nell’uomo, malgrado tutto.

Noi incaselliamo facilmente i fratelli,

ma tu offri sempre una seconda opportunità.

Per questo il Tuo regno appartiene ai poveri ed ai peccatori.

Oggi inviti ognuno di noi

a dare i frutti della nuova giustizia del Regno.

Fa che il vento della tua tenerezza effonda nei nostri cuori

la speranza ed il sapore del tuo banchetto di festa,

e concedici un posto alla tua mensa a lato di Cristo. Amen

Basilio Caballero.

Sr. M.Bruna

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