18 ottobre 2020 - XXVIV domenica del T.O.

Festa di san Luca, Evangelista, che, secondo la tradizione, nato ad Antiochia da famiglia pagana e medico di professione, si convertì alla fede in Cristo. Divenuto compagno carissimo di san Paolo Apostolo, sistemò con cura nel Vangelo tutte le opere e gli insegnamenti di Gesù, divenendo scriba della mansuetudine di Cristo, e narrò negli Atti degli Apostoli gli inizi della vita della Chiesa fino al primo soggiorno di Paolo a Roma.


Pregate voi per noi, perché siamo in grado di operare per voi come si conviene; perché la lingua non resti inattiva dall’esortare, e il nostro silenzio non con danni, presso il giusto giudice, noi, che abbiamo assunto l’ufficio di predicatori.

Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno, papa


Mt 22, 15-21 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.

Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiàni, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».

Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».

Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore.

Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

Vi condivido che oggi c’è da rimanere ammirati, in modo speciale, della sapienza di Gesù. La sua mitezza di cuore non gli impedisce di rispondere alla provocazione di questi che vogliono metterlo alla prova, ma va oltre, ben oltre, fino a invitarli a dare a Dio ciò che è di Dio, mentre loro erano fermi solo all’orizzonte di Cesare. C’è sempre da imparare dall’atteggiamento di Gesù. Di fronte alle provocazioni, quando ci pare di cogliere che qualcuno magari ci sta mettendo alla prova, non sappiamo rimanere nella pace, fiduciosi nella presenza di Dio che sempre ci assiste e ci dona la forza di saper resistere. No, molte volte cadiamo nell’aggressività, nella difesa di noi stessi e non sappiamo additare Dio a chi ci sta magari provocando. Gesù, invece, coglie quella domanda come una possibilità di parlare del Padre: che bello! Vorrei proporvi questa riflessione di un grande monaco, Silvano del Monte Athos, che ci allarga il cuore, poiché ci insegna a pregare per tutti gli uomini , anche per quelli da cui magari possiamo sentirci messi alla prova.

“Il Signore ci ha dato ogni cosa perché potessimo glorificarlo. Ma il mondo non comprende questo. E come si può comprendere ciò che non si è né veduto né provato? Anch’io quando ero nel mondo pensavo così: “Ecco, questa è la felicità: essere sano, attraente, ricco e amato dagli altri” e per questo mi inorgoglivo. Ma quando ho conosciuto il Signore per mezzo dello Spirito santo, allora ho cominciato a considerare tutta la gloria del mondo come il fumo che il vento disperde. Ma la grazia dello Spirito santo allieta e delizia l’anima mia. … Signore, riconduci il tuo popolo a Te, perché conosca il Tuo amore e tutti vedano nello Spirito santo la mitezza del tuo Volto, perché già quaggiù sulla terra tutti godano la visione del tuo Volto, affinché vedendoTi come sei, diventino simili a Te”.

Sr. Anna Maria


«Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. ... Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Questa domanda fatta a Gesù per metterlo alla prova è provocatoria e assurda. Quando mai non si deve pagare il tributo a chi comanda? E' necessario sottomettersi non solo a motivo dell'ira, ma anche a motivo della coscienza. Per questo dovete pagare i contributi (Rom 13,5 ss.). Sottomettetevi ad ogni istituzione umana in grazia del Signore ... Poichè questo è ciò che Dio vuole.: compiendo il bene, voi dovete chiudere la bocca all'ignoranza degli stolti" (1Pt 2,13 ss.)

"Quanti osservano santamente le leggi divine, saranno riconosciuti santi, e quanto le avranno apprese vi troveranno una difesa" (Sap 6,10). «Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». "Rendere a Dio quel che è di Dio significa riconoscere e professare di fronte a qualunque tipo di potere che Dio solo è il Signore dell'uomo, e non c'è alcun altro. Questa è la novità perenne da riscoprire ogni giorno ... Dare a DIo quello che è di Dio significa aprirsi alla Sua volontà e dedicare a Lui la nostra vita e cooperare al Suo Regno di misericordia, di amore e di pace" (Papa Francesco, omelia 19-10-2014)

Lo Spirito Santo, chiamato anche "Maestro dell'ora", ci guidi sempre nelle nostre scelte.

Sr. M. Emmanuela

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