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17 gennaio 2022 - lunedì della II settimana del T.O.

Memoria di sant'Antonio, abate, che rimasto orfano, facendo suoi i precetti evangelici distribuì tutti i suoi beni ai poveri e si ritirò nel deserto della Tebaide in Egitto, dove intraprese la vita ascetica; si adoperò pure per fortificare la Chiesa, sostenendo i confessori della fede durante la persecuzione dell'imperatore Diocleziano, e appoggiò sant'Atanasio nella lotta contro gli ariani. Tanti furono i suoi discepoli da essere chiamato padre dei monaci.


Egli lavorava con le proprie mani: infatti aveva sentito proclamare: «Chi non vuol lavorare, neppure mangi» (2 Ts 3, 10). Con una parte del denaro guadagnato comperava il pane per sé, mentre il resto lo donava ai poveri. Trascorreva molto tempo in preghiera, poiché aveva imparato che bisognava ritirarsi e pregare continuamente (cfr. 1 Ts 5, 17).

Dalla «Vita di sant'Antonio» scritta da sant'Atanasio vescovo.


Mt 19,16-22 Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, ecco un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: “Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?”. Egli rispose: “Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti”. Ed egli chiese: “Quali?”. Gesù rispose: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso”. Il giovane gli disse: “Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?”. Gli disse Gesù: “Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”. Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».

Parola del Signore.

Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

«Un tale chiese a Gesù: “Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?”».

Questo ‘tale’ vuole comprare la vita eterna con i suoi beni materiali, con le sue capacità. Ma Gesù rovescia il suo modo di pensare e gli indica la via: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!» (Mt 19,16-26).

Quel ‘tale’ si spaventò nel sentire questa ‘Parola’, e se ne andò triste. S. Antonio invece, la sentì nel cuore, rivolta a lui e ‘corse’ a distribuire i suoi beni ai poveri e si immerse nella preghiera e nella carità, lasciando un ‘segno’ nella sua vita, nella vita della Chiesa e anche nel mondo. Al suo esempio, molti lo hanno seguito, e molti Monasteri sono sorti al suo seguito.

Non a tutti è chiesto di imitare il suo stile di vita austero, ma tutti possono vivere nella libertà del cuore: non vivere per il successo o per il denaro, ma vivere con il cuore libero, valutando le varie situazioni nella preghiera, nell’ascolto dello Spirito, cercando di tendere a Dio con libertà e chiarezza.

Il Signore ci aiuti a tenere il cuore libero per la ricerca di Lui nella nostra vita, per ricolmarla del suo amore, anche nel servizio degli altri.

Maria, Serva del Signore, ci tenga per mano nel cammino della vita.

Deo gratias! Sr Maria Antonietta

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