16 settembre 2020 - mercoledì della XXIV settimana del T.O.

Memoria dei santi martiri Cornelio, papa, e Cipriano, vescovo, dei quali il 14 settembre si ricordano la deposizione del primo e la passione del secondo, mentre oggi il mondo cristiano li loda con una sola voce come testimoni di amore per quella verità che non conosce cedimenti, da loro professata in tempi di persecuzione davanti alla Chiesa di Dio e al mondo.


Siccome infatti una è la Chiesa, uno e inseparabile l’amore, unica e inscindibile l’armonia dei cuori, quale sacerdote, nel celebrare le lodi di un altro sacerdote, non se ne rallegrerebbe come di sua propria gloria?

E quale fratello non si sentirebbe felice della gioia dei propri fratelli?

Certo non si può immaginare l’esultanza e la grande letizia che vi è stata qui da noi quando abbiamo saputo cose tanto belle e conosciuto le prove di fortezza da voi date.

Dalle «Lettere» di san Cipriano, vescovo e martire

o.

Lc 7, 31-35 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore disse:

«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:

“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,

abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.

È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.

Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».

Parola del Signore.

Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato...

“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!” (Lc 7,32). Questi bambini che gridano sulla piazza, simili a voce di uno che grida nel deserto, cercano in ogni modo di richiamare la nostra attenzione, distratta dalle mille cose di ogni giorno, su come accogliamo quanto accade intorno a noi, potremmo dire sugli SMS che quotidianamente la vita ci invia.

Diceva ancora Gesù alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade (Lc 12,54). E quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e della terra e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? (Mt 16,2-3). Certamente l’attenzione dipende dall’importanza che diamo all’oggetto che ci attira, dall’impatto che ha nella nostra vita personale… Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli (Lc 7,35). Essa, infatti, nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano, poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei, appare loro benevola per le strade e in ogni progetto va loro incontro (Sap 6,13.16): Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame (Sl 33,18-19).

Chiediamo allora al Signore il dono della vera Sapienza e lo facciamo con una splendida preghiera tratta dal Libro della Sapienza (cfr. 9,1-11):

Dio dei padri e Signore della misericordia,

che tutto hai creato con la tua parola,

e con la tua sapienza hai formato l’uomo

perché dominasse sulle creature che tu hai fatto,

dammi la sapienza, che siede accanto a te in trono,

e non mi escludere dal numero dei tuoi figli,

perché io sono tuo servo e figlio della tua ancella,

uomo debole e di vita breve,

incapace di comprendere la giustizia e le leggi.

Anche il più perfetto tra gli uomini,

privo della sapienza che viene da te,

sarebbe stimato un nulla.

Con te è la sapienza che conosce le tue opere,

che era presente quando creavi il mondo;

lei sa quel che piace ai tuoi occhi

e ciò che è conforme ai tuoi decreti.

Mandala dai cieli santi, dal tuo trono glorioso,

perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica

e io sappia che cosa ti è gradito.

Ella infatti tutto conosce e tutto comprende:

mi guiderà con prudenza nelle mie azioni

e mi proteggerà con la sua gloria.

sr Marialuisa

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