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16 ottobre 2023 - lunedì della 28a settimana del T.O.

Santa Margherita Maria Alacoque, vergine, che, entrata tra le monache dell’Ordine della Visitazione della beata Maria, corse in modo mirabile lungo la via della perfezione; dotata di mistici doni e particolarmente devota al Sacratissimo Cuore di Gesù, fece molto per promuoverne il culto nella Chiesa. A Paray-le-Monial nei pressi di Autun in Francia, il 17 ottobre, si addormentò nel Signore.


Mi sembra che il grande desiderio di Nostro Signore che il suo Sacro Cuore venga onorato in modo particolare abbia lo scopo di rinnovare nelle anime gli effetti della sua redenzione. Infatti il suo Sacro Cuore è una fonte inesauribile che cerca solo di riempire

i cuori umili, vuoti, distaccati da ogni cosa e sempre pronti a sacrificarsi per rendergli piacere.

Dalle «Lettere» di santa Margherita Maria Alacoque vergine


Lc 11, 29-32 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parola del Signore.

Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.

Meditando il Vangelo di oggi ricordo una riflessione di Padre Cantalamessa: "Ben più di Salomone c'è qui... ben più di Giona c'è qui: Dio stesso nella persona di Gesù ha calpestato la nostra terra e ha lasciato un segno della sua presenza : l'Eucarestia, ma da parte nostra trova insensibilità a questo segno, come l'ha trovata nei suoi contemporanei". Anche in noi infatti è forte la tentazione di chiedere un segno a Dio come prova irrefutabile della sua potenza che ci obblighi a credere, abbiamo il cuore indurito dalla diffidenza nei suoi confronti, vogliamo essere convinti dalla sua potenza e non ci apriamo ad accogliere il suo amore, infinito, donato, offerto alla nostra libera accoglienza. Dio non cerca schiavi che si prostrino ai suoi piedi, ma figli capaci di amare come ha amato il suo Figlio, nel dono di sé. L'Eucarestia è per noi, a nostra disposizione ogni giorno per aprire la nostra mente e il nostro cuore a conoscere il vero Volto del Signore, le intenzioni del Signore Gesù nell'istituire, potremmo dire nell'"inventare" l'Eucarestia: ha anticipato nell'ultima cena la sua morte per amore, dandoci il suo Corpo e il suo Sangue per essere ricordato così, per sempre nel segno di quell'evento, un segno che non è mai stato superato. Ha portato il nostro male e così ci ha amati fino in fondo e ha realizzato una nuova presenza, quella di Risorto. Tocca a noi ora accoglierla nel segno del pane e del vino offerti sull'altare e diffonderla anche nella fatica dell'amore dei nostri fratelli e sorelle. Veramente "ben più di Salomone c'è qui!".


sr Maria Daniela

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