16 novembre 2019 - sabato XXXII settimana TO

Aggiornato il: feb 16

Santa Geltrude, detta Magna, vergine, che, fin dall’infanzia si dedicò con grande impegno e ardore alla solitudine e agli studi letterari e, convertitasi totalmente a Dio, entrò nel monastero cistercense di Helfta vicino a Eisleben in Germania, dove percorse

mirabilmente la via della perfezione, consacrandosi alla preghiera e alla contemplazione di Cristo crocifisso. Il suo transito si celebra domani.


L’anima mia ti benedica, o Signore Dio, mio creatore: l’anima mia ti benedica e dall’intimo del mio cuore ti lodi la tua stessa misericordia, di cui il tuo amore infinito mi ha circondato senza mio merito. Ringrazio, come meglio sono capace, la tua immensa bontà e rendo gloria alla tua longanimità, alla tua pazienza e alla tua indulgenza..

Dalle «Rivelazioni dell’amore divino» di santa Geltrude, vergine



Lc 18, 1-8 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: "Fammi giustizia contro il mio avversario". Per un po' di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: "Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi"». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».


Parola del Signore

"Fammi giustizia contro il mio avversario".

Con la parabola della vedova che importuna il giudice il Signore Gesù ci invita alla preghiera come a una necessità della nostra vita. Già con la parabola dell'amico importuno ( Lc 11, 5 sg) ci aveva fatto comprendere come sia gradita a Dio l'insistenza perché è espressione di fede e di amicizia verso di Lui e come sia esaudita. La situazione della vedova è quella di chi subisce ingiustizia e la sua preghiera nella sofferenza è un grido. "A te giunga Signore il mio grido" dice un salmo (101). Gridiamo a Dio per superare le sofferenze della vita. Dio che è fedele non permette sofferenze superiori alle nostre forze, ma vuole farsi amare come nostro Salvatore misericordioso nelle nostre prove e vuole conoscere la sincerità del nostro cuore, se cerchiamo la gioia solo in Lui.

Giovanni Paolo II visitando il Cottolengo nel 1980 disse che "la sofferenza umana è in un certo senso un continente di cui nessuno può dire di aver raggiunto i confini". Nella nostra preghiera gridiamo a Dio perciò per noi, ed anche per gli altri e ci sosteniamo a vicenda nella fede che nulla va perduto quando si vive e si soffre donando tutto a Lui.

sr Maria Daniela

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