15 luglio 2020 - mercoledì della XV settimana del T.O.

Memoria della deposizione di san Bonaventura, vescovo di Albano e dottore della Chiesa, che rifulse per dottrina, santità di vita e insigni opere al servizio della Chiesa. Resse con saggezza nello spirito di san Francesco l’Ordine dei Minori, di cui fu

ministro generale. Nei suoi molti scritti unì una somma erudizione a una ardente pietà. Mentre si adoperava egregiamente per il II Concilio Ecumenico di Lione, meritò di giungere alla visione beata di Dio.


Se poi vuoi sapere come avvenga tutto ciò, interroga la grazia, non la scienza, il desiderio non l’intelletto, il sospiro della preghiera non la brama del leggere, lo sposo non il maestro, Dio non l’uomo, la caligine non la chiarezza, non la luce ma il fuoco

che infiamma tutto l’essere e lo inabissa in Dio con la sua soavissima unzione e con gli affetti più ardenti.

Dall’opuscolo «Itinerario della mente a Dio» di san Bonaventura, vescovo






Mt 11, 25-27 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse:

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».


Parola del Signore.


... e le hai rivelate ai piccoli ...

Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perchè ai piccoli hai rivelato i misteri del regno. A quali piccoli Gesù si riferisce se non a quelli che vivono di fiducia, di fede, di abbandono? A quelli che non tramano calunnie o malvagità verso il prossimo? A loro Gesù ha rivelato di cercare i beni del Paradiso e ciò che avverrà nel regno dei cieli: poichè così è stato stabilito dinanzi a Dio: verranno dall'Oriente e dall'Occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno scacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti. Che cosa dunque impariamo da Colui di cui portiamo il giogo? Scaviamo in profondità del nostro cuore, scendiamo, apriamo il cuore alla carità, prepariamo il fondamento dell'umiltà. Solo chi non presume di sè può entrare nell'intimità del Signore. "Per voi che temete il nome del Signore, sorgerà il sole di giustizia" (Mal 4,2)

Sr. M. Margherita

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