14 luglio 2022 - giovedì della XV settimana del T.O.


San Camillo de Lellis, sacerdote, che, nato vicino a Chieti in Abruzzo, dopo aver seguito fin dall’adolescenza la vita militare ed essersi mostrato incline ai vizi del mondo, maturò la conversione e si adoperò con zelo nel servire i malati nell’ospedale degli incurabili come fossero Cristo stesso; ordinato sacerdote, fondò a Roma la Congregazione dei Chierici regolari Ministri degli Infermi.


Non parlava mai d’altro, né più spesso, né con maggior fervore, che della santa carità, e l’avrebbe voluta imprimere nel cuore di tutti gli uomini.

Dalla «Vita di san Camillo», scritta da un suo compagno




Mt 11, 28-30 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse:

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


Parola del Signore.

... Venite a me ...

"La lumachella de la Vanagloria, che era strisciata sopra un obelisco, guardò la bava e disse: già capisco che lascerò un'impronta ne la storia". Questi famosi versi del poeta romanesco Trilussa ci fanno sorridere ed anche intuire come a volte l'orgoglio ci disturbi, rendendoci ridicoli e soprattutto rubandoci la serenità con la preoccupazione di collocare in alto, più in alto degli altri il nostro "io"! L'orgoglio ci condanna alla solitudine perché ci impedisce di godere con libertà di cuore della presenza degli altri e di Dio. Il nostro Signore e Maestro Gesù dice di sè: "Io sono mite e umile di cuore: venite a me!", cioè diventate come me.In Gesù Dio stesso è venuto a insegnare all'uomo la via della felicità: felicità di saper essere umilmente uomini e donne, gente autentica che conosce a accetta i propri limiti di creature, compresa la realtà della morte, felicità della preghiera che ci innalza veramente donandoci la vicinanza di Dio, felicità della fede perché nessuno può saltare la propria ombra, felicità del perdono che viene dall'umiltà e ci imparenta con Dio stesso, colui che sempre perdona.

Preghiamo con Papa Francesco: "L’umiltà senza umiliazioni non è umiltà. Umile è quell’uomo, quella donna, che è capace di sopportare le umiliazioni come le ha sopportate Gesù, l’umiliato, il grande umiliato. Gesù donami la vera umiltà. Amen!"

Sr. M. Daniela

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