14 dicembre 2019 - sabato 2° settimana di Avvento

Aggiornato il: mar 1

Memoria di san Giovanni della Croce, sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani e dottore della Chiesa, che, su invito di santa Teresa di Gesù, fu il primo tra i frati ad aggregarsi alla riforma dell’Ordine, da lui sostenuta tra innumerevoli fatiche, opere e aspre tribolazioni. Come attestano i suoi scritti, ascese attraverso la notte oscura dell’anima alla montagna di Dio, cercando una vita di interiore nascondimento in Cristo e lasciandosi ardere dalla fiamma dell’amore di Dio. A Ubeda in Spagna riposò, infine, nel Signore.


Per accedere alle ricchezze della sapienza divina la porta è la croce. Si tratta di una porta stretta nella quale pochi desiderano entrare, mentre sono molti coloro che amano i diletti a cui si giunge per suo mezzo.

Dal «Cantico spirituale» di san Giovanni della Croce, sacerdote


Mt 17, 10-13 Dal Vangelo secondo Matteo

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Parola del Signore.

Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa.

Ma io vi dico Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto, anzi hanno fatto di lui quello che hanno voluto (Mt 17,12).


Che cosa fai Elia? Egli rispose: “Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita” (1Re 19,9b.10).


Essere profeta significa dire quello che il Signore comanda: nel tempo, contro il tempo. Così Giovanni indirizza ad Erode, uno dei quattro principi del paese… Ha rubato a suo fratello la moglie Erodiade, e vive con essa.

Giovanni lo affronta: Non ti è lecito!

Il delitto di rinfacciare qualcosa ad un principe… dev’essere espiato. Così Giovanni viene gettato in prigione… e poi ucciso (Romano Guardini).

Sr M. Liliana

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