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14 agosto 2023 - lunedì della XIX settimana del T.O.

Memoria di san Massimiliano Maria (Raimondo) Kolbe, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che, fondatore della Milizia di Maria Immacolata, fu deportato in diversi luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio

di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia, si consegnò ai carnefici al posto di un compagno di prigionia, offrendo il suo ministero come olocausto di carità

e modello di fedeltà a Dio e agli uomini.


La gloria di Dio risplende soprattutto nella salvezza delle anime che Cristo ha redento con il suo sangue.

Dalle lettere di san Massimiliano Maria Kolbe



Mt 17, 22-27 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.

Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì».

Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei».

E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va' al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».


Parola del Signore.


... Va' al mare ...

Mentre si trovavano insieme in Galilea e tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: mettetevi bene in mente queste parole (Lc 9,43): Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà (Mt 17,22-23). È come se Gesù ci dicesse: non lasciatevi abbagliare ed incantare da tutti i miracoli, le guarigioni e le cose meravigliose che compio, ma seguite Me e dove sono io, là sarà anche il mio servitore (Gv 12,26). Se poi doveste soffrire per la giustizia, non abbiate paura e non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi (1Pt 3,14-15).

E questo nella ferialità della vita di ogni giorno, Come ha fatto Gesù che, per non scandalizzare quelli che riscuotevano la tassa per il tempio, consegna loro una moneta d’argento per Sé e per Pietro (cfr. Mt 17,24.27), pienamente osservante della Legge ma con il cuore libero perché ben consapevole di essere il Figlio amato, nel quale il Padre ha posto il suo compiacimento.

Signore Gesù, donaci di scoprire che anche noi, ognuno di noi, è figlio, un figlio amato in modo unico dal Padre.

sr Marialuisa

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