14 agosto 2020 - venerdì della XIX settimana del T.O.

Memoria di san Massimiliano Maria (Raimondo) Kolbe, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che, fondatore della Milizia di Maria Immacolata, fu deportato in diversi luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia, si consegnò ai carnefici al posto di un compagno di prigionia, offrendo il suo ministero come olocausto di carità e modello di fedeltà a Dio e agli uomini.


La gloria di Dio risplende soprattutto nella salvezza delle anime che Cristo ha redento con il suo sangue. Ne deriva che l’impegno primario della nostra missione apostolica sarà quello di procurare la salvezza e la santificazione del maggior numero di

anime.

Dalle lettere di san Massimiliano Maria Kolbe




Mt 19, 3-12 Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».

Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: "Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne"? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto».

Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e di ripudiarla?».

Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all'inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un'altra, commette adulterio».

Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».

Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Parola del Signore.

... non sono più due, ma una sola carne ...

Sì, o Signore, il cuore è difficilmente guaribile (Ger 17,9) e tu lo conosci, perché le tue mani lo hanno fatto e plasmato per amare, ma a te nulla è impossibile, e per questo hai inviato a noi tuo Figlio, Medico delle anime e dei corpi, a curare e guarire le nostre ferite, per farci rivivere in Lui. Non torna forse a caricarci sulle sue spalle una volta dopo l’altra?

Egli perdona settanta volte sette (Mt 18,28)

Gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: E’ lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?

Se l’uomo e la donna vengono meno al loro patto di amore che li ha uniti, per qualsiasi motivo le porte della Chiesa, come quelle della “locanda” resteranno aperte per l’uomo lasciato mezzo morto sulla strada, così come quelle della casa del Padre del figlio prodigo. La Chiesa, grembo della divina Misericordia, per nessun motivo abbandona i suoi figli. Per questo, ogni dramma, ogni crisi, ogni fatica e qualsiasi altro motivo troverà una risposta in coloro che il Signore ha chiamato a fare le veci del Buon Pastore. Anche oggi, attraverso il cuore di Papa Francesco, possiamo sperimentare la dolcezza, la bontà, la tenerezza, la compassione del Buon Pastore.

“Il cuore dell’essere umano aspira a cose grandi, a valori importanti, ad amicizie profonde, a legami che si irrobustiscono nelle prove della vita anziché spezzarsi. L’essere umano aspira ad amare e essere amato. …

La Chiesa vuole raggiungere le famiglie con umile comprensione, e il suo desiderio è di accompagnare ciascuna e tutte le famiglie perché scoprano la via migliore per superare le difficoltà che incontrano nel loro cammino”. (Papa Francesco)

Sr. M. di Gesù Bambino



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