11 settembre -venerdì della XIII settimana del T.O.


Lc 6, 39-42 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:

«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.

Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: "Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio", mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».


Parola del Signore.

Togli prima la trave dal tuo occhio ...

“Siamo forse ciechi anche noi?”, chiedono a Gesù i giudei dopo la guarigione del cieco nato (Gv 9,40), Gesù risponde loro: “ Se foste ciechi non avreste alcun peccato; ma siccome dite : noi vediamo, il vostro peccato rimane”.

Gesù con queste parole del Vangelo di Giovanni e con il brano di Luca ascoltato oggi, ci aiuta a prendere coscienza della nostra cecità spirituale.

La nostra presunzione è così grande che talvolta, pur essendo ciechi, pretendiamo di guidare gli altri, cadendo noi e trascinando con noi i fratelli.

Atteggiamento evangelico è lasciarsi guidare da Gesù, essere suoi discepoli, lasciare a Lui il timone della nostra vita, abbandonarsi, consegnarsi a Lui, chiedendogli di togliere dai nostri occhi le travi, senza preoccuparci delle pagliuzze che si trovano negli occhi degli altri.

La trave nel nostro occhio non ci permette di vedere gli altri, le loro necessità, difficoltà, bisogni, la trave ci impedisce di provare empatia.

Gesù è venuto come luce, unico vedente in un mondo di uomini e donne accecati dal peccato. Il peccato è come una trave che acceca il cuore, ci impedisce di vedere il Padre, di sentirci suoi figli amati.

Se ci sentiamo amati dal Padre, chiudiamo gli occhi e lasciamoci guidare anche su sentieri sconosciuti, lontano dai nostri schemi mentali e dalle nostre false sicurezze.

“Farò camminare i ciechi per vie che non conoscono,

li guiderò per sentieri sconosciuti;

trasformerò davanti a loro le tenebre in luce,

i luoghi aspri in pianura”.(Is 42,16

Sr Maria Bruna

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