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11 ottobre 2021 - lunedì XXVIII settimana TO

A Roma, San Giovanni XXIII, papa: uomo dotato di straordinaria umanità, con la sua vita, le sue opere e il suo sommo zelo pastorale cercò di effondere su tutti l'abbondanza della carità cristiana e di promuovere la fraterna unione tra i popoli; particolarmente attento all'efficacia della missione della Chiesa di Cristo in tutto il mondo, convocò il Concilio Ecumenico Vaticano II.


La Madre Chiesa si rallegra perché, per un dono speciale della Divina Provvidenza, è ormai sorto il giorno tanto desiderato nel quale qui, presso il sepolcro di san Pietro, auspice la Vergine Madre di Dio, di cui oggi si celebra con gioia la dignità materna, inizia solennemente il Concilio Ecumenico Vaticano II.

Dopo quasi venti secoli, le situazioni e i problemi gravissimi che l'umanità deve affrontare non mutano; infatti Cristo occupa sempre il posto centrale della storia e della vita: gli uomini o aderiscono a lui e alla sua Chiesa, e godono così della luce, della bontà, del giusto ordine e del bene della pace; oppure vivono senza di lui o combattono contro di lui e restano deliberatamente fuori della Chiesa, e per questo tra loro c'è confusione, le mutue relazioni diventano difficili, incombe il pericolo di guerre sanguinose.

Dai «Discorsi» di san Giovanni XXIII, papa



Lc 11, 29-32 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parola del Signore.

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona

“La generazione malvagia cerca un segno”.

La generazione cui si rivolge il Signore Gesù viene da questi definita come “malvagia”. Laddove noi daremmo un significato pensando a opere cattive, la parola del Signore si riferisce, invece, al fatto che gli ascoltatori di Gesù si aspettano da lui un “segno” meraviglioso che lo riveli della stessa forza di Mosè e di Elia. (fr. Michael Davide)

Anche noi possiamo cercare un segno. Chiediamoci: perché cerchiamo dei segni? Da un lato, possiamo cercare dei segni per capire la volontà di Dio e i passi da compiere nel nostro cammino e qui il muro portante è il discernimento dei segni. Dall’altro lato, possiamo cercare dei segni per credere, per vedere, per toccare, per appagare i nostri sensi e la nostra voglia di straordinario, la nostra voglia di “mettere le mani” sul mistero di Dio, però nessun segno può toglierci la libertà. Dio vuole delle persone che lo amino, non degli oggetti di cui servirsi. Solo nella libertà possiamo credere o donarci.

Ogni generazione non avrà che un solo “segno”: Gesù Cristo Crocifisso e il Suo Vangelo, dove troviamo la Sua Parola e i Suoi gesti, che sono capaci di dare qualità e pienezza al nostro quotidiano.

Lui c’è, nel nostro “qui e ora” e si sta rivolgendo alla nostra libertà, al nostro amore.

sr M. Benedetta

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