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11 novembre 2022 - venerdì XXXII settimana TO

Memoria di san Martino, vescovo, nel giorno della sua deposizione: nato da genitori pagani in Pannonia, nel territorio dell'odierna Ungheria, e chiamato al servizio militare in Francia, quando era ancora catecumeno coprì con il suo mantello Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero. Ricevuto il battesimo, lasciò le armi e condusse presso Ligugé vita monastica in un cenobio da lui stesso fondato, sotto la guida di sant'Ilario di Poitiers. Ordinato infine sacerdote ed eletto vescovo di Tours, manifestò in sé il modello del buon pastore, fondando altri monasteri e parrocchie nei villaggi, istruendo e riconciliando il clero ed evangelizzando i contadini, finché a Candes fece ritorno al Signore.


Chiamati perciò a sé i fratelli, li avvertì della morte ormai imminente. Tutti si rattristarono allora grandemente, e tra le lacrime, come se fosse uno solo a parlare, dicevano: «Perché, o Padre, ci abbandoni? A chi ci lasci, desolati come siamo?

Dalle «Lettere» di Sulpicio Severo



Lc 17, 26-37 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.

Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si manifesterà.

In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.

Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.

Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l'uno verrà portato via e l'altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l'una verrà portata via e l'altra lasciata».

Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi». Parola del Signore.

Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si manifesterà.

L'espressione "il giorno della manifestazione del Figlio dell'uomo" è una rivelazione che Gesù fa di se stesso e che trova spiegazione solo nel compiemnto delle attese messianiche dell'Antico Testamento. Israele conosceva "il giorno di Dio", il giorno del vendicatore o del portatore del riscatto per la liberazione per mezzo di uno del popolo che paga il riscatto per tutti, il Go'el.

Gesù annuncia che quel Go'el è il figlio dell'uomo, cioè lui stesso.

Il liberatore viene associato all'azione di Dio che purifica l'umanità, salvandone una porzione che gli è fedele. Si tratta di cooro che non condividono i peccati e rimangono anzi vittime di un sistema che si è fatto in se stesso peccaminoso, senza via d'uscita quanto alla convivenza nella libertà.

Chi non vuole peccare non può può perchè la cultura e le leggi non permettono di seguire fedelmente le leggi di Dio. Il fatto si pone con difficoltà per i fedeli, in quanto si arriva ad un punto in cui scattano persecuzioni ed intolleranze contro di essi. Le città di Sodoma e Gomorra sono l'esempio storico, che raffigura anche le situazioni future. In quelle città, oggi diremmo società, Stati ecc., on è permesso non essere pervertiti: o ci si adegua o è persecuzione e morte.

Il panorama è desolante per chi ha fondato qua tutte le speranze, diversamente da chi verrà preso e portato in alto, dove non c'è più nè dolore nè affanno, dove le lacrime saranno asciugate, nella Città di Dio, quella splendente come una Sposa che si adorna per il suo Sposo.

sr M. Barbara

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