11 febbraio 2020 - martedì V settimana del T.O.

Beata Maria Vergine di Lourdes, che, a quattro anni dalla proclamazione dell’Immacolata Concezione della beata Vergine, l’umile fanciulla santa Maria Bernardetta Soubirous più volte aveva visto nella grotta di Massabielle tra i monti Pirenei sulla riva del Gave presso la cittadina di Lourdes, dove innumerevoli folle di fedeli accorrono con devozione.


Quella Signora mi parlò soltanto la terza volta e mi chiese se volessi recarmi da lei per quindici giorni. Io le risposi di sì. Ella aggiunse che dovevo esortare i sacerdoti perché facessero costruire una cappella; poi mi comandò di bere alla fontana


Dalla «Lettera» di santa Maria Bernardetta Soubirous, vergine


Mc 7, 1-13 Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini". Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: "Onora tuo padre e tua madre", e: "Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte". Voi invece dite: "Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio", non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte». Parola del Signore.


Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.

“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me” Mc 7,6

Nel Vangelo di oggi Gesù ci invita a vivere a livello profondo la nostra fede e non solo esteriore come facevano i farisei. La testimonianza della fede può scaturire da una conoscenza del Signore Gesù approfondita nella vita quotidiana, dal saperci e sentirci amati da Lui. E questo avviene attraverso la preghiera, la lettura della Parola di Dio, attraverso la partecipazione alla vita della comunità ecclesiale, di cui siamo parte, e la solidarietà verso chi è nel bisogno. Allora sarà il suo amore a muoverci verso gli altri, la nostra vita parlerà del Signore Gesù.

La Vergine Maria, che oggi celebriamo come Vergine di Lourdes – ricordando la sua prima apparizione a Bernardetta Soubirous – ci richiama al bisogno continuo di conversione perché la nostra vita di credenti sia autentica, credibile e diventi un segno. Da diversi anni, in questa giorno, la Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Malato e, quest’anno, il messaggio di Papa Francesco prende spunto dalle parole del Vangelo di Matteo: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28)

La Parola del Vangelo è per noi una lampada che guida i nostri passi, è la sorgente a cui dissetarci. La Vergine Maria apparendo alla giovane pastorella ad un certo punto le chiede di bere ad una fontana, ma Bernardetta, non riuscendo a farlo, dapprima perché non vede la fontana e poi perché trova acqua fangosa, comincia a scavare nella terra nel punto indicato dalla Vergine Maria e finalmente, dopo diversi tentativi, può bere l’acqua. Anche a noi capita di non riuscire a dissetarci subito leggendo o ascoltando la Parola di Dio, allora dobbiamo continuare ad attingere al testo leggendolo e rileggendolo, invocando la luce dello Spirito, e non rinunciare a scavare uno spazio nel nostro cuore per poter ospitare la Parola che il Vangelo ci offre per custodirla, gustarla, venirne nutriti e dissetati e poter donare agli altri i frutti che essa fa maturare nella nostra vita.

Scrive Papa Francesco nel suo Messaggio per la XXVIII Giornata Mondiale del Malato: “Gesù guarda l’umanità ferita. Egli ha occhi che vedono, che si accorgono, perché guardano in profondità, non corrono indifferenti, ma si fermano e accolgono tutto l’uomo, ogni uomo nella sua condizione di salute, senza scartare nessuno, invitando ciascuno ad entrare nella sua vita per fare esperienza di tenerezza. Perché Gesù Cristo nutre questi sentimenti? Perché Egli stesso si è fatto debole, sperimentando l’umana sofferenza e ricevendo a sua volta ristoro dal Padre. Infatti, solo che fa, in prima persona, questa esperienza saprà essere di conforto per l’altro”. Questo è vero per ciascuno di noi!

Sr. Chiara

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