10 dicembre 2021 - venerdì della II settimana di Avvento

Mt 11, 16-19 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse alle folle:

«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:

"Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,

abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!".

È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: "È indemoniato". È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: "Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori".

Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Parola del Signore.

È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano...

Gesù, divenendo uomo, ha scelto di porre la sua tenda in mezzo a noi, si è coinvolto nella nostra vita, e chiede a ciascuno di coinvolgersi nelle vicende umane, di entrare nelle danze per non essere uno spettatore passivo di fronte alla storia, di fronte all’annuncio della Buona Novella. Che Egli non debba dire anche di noi:“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”

Ma come coinvolgerci in questo tempo di Avvento? Lasciandoci guidare dalla sapienza del cuore. Quella Parola che ascolto ogni mattina è un dono per la mia vita, mi aiuta a costruirla oggi, in questo momento della mia storia personale che diventa storia di salvezza. È come un seme che darà i suoi frutti e trasformerà il mio cuore in un cuore capace di fraternità. Qualcuno è nella gioia? Posso condividerla con quella persona e così la gioia si moltiplica. Qualcuno sta vivendo una sofferenza? Questo riguarda anche me, cosa posso fare per alleviarla? Certamente qualcosa è nelle mie possibilità. Del resto questo tempo segnato dal Covid-19 si è rivelato prezioso proprio a questo livello perché, come ci diceva Papa Francesco in quell’intenso Momento di preghiera rivolto a tutta l’umanità nel pieno delle pandemia, “ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Come quei discepoli… anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme” (Francesco, Momento straordinario di preghiera in tempo di epidemia, 27 marzo 2020).

Oggi siamo consapevoli, più di ieri, più di sempre, dell’importanza di offrire il nostro personale contributo, perché la storia può cambiare nella misura in cui ciascuno sceglie di coinvolgersi. La mia storia di credente matura nella misura in cui, nella mia vita, lascio spazio al Signore Gesù, che mi aiuta a sentirmi e ad essere parte viva dell’intera umanità.


Sr. Chiara

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