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1 ottobre 2021 - venerdì XXVI settimana TO

Memoria di santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa: entrata ancora adolescente nel Carmelo di Lisieux in Francia, divenne per purezza e semplicità di vita maestra di santità in Cristo, insegnando la via dell'infanzia spirituale per giungere alla perfezione cristiana e ponendo ogni mistica sollecitudine al servizio della salvezza delle anime e della crescita della Chiesa. Concluse la sua vita il 30 settembre, all'età di venticinque anni.


La carità mi offrì il cardine della mia vocazione. Compresi che la Chiesa ha un corpo composto di varie membra, ma che in questo corpo non può mancare il membro necessario e più nobile. Compresi che la Chiesa ha un cuore, un cuore bruciato dall'amore.

Dall'«Autobiografia» di santa Teresa di Gesù Bambino, vergine




 

Lc 10, 13-16 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse:

«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.

E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!

Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

Chi ascolta voi ascolta me...

Le parole di Gesù sono piuttosto dure: Guai a te, Corazin, guai a te Betzaida!

E un po' più avanti... "E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! ".

Colpisce la durezza del rimprovero fatto alla sua città dove Gesù era andato ad abitare dopo l'arresto di Giovanni.

Ma se andiamo un po' più in profondità, carissimi lettori, scopriremo che qui Gesù si comporta come un padre verso il figlio ribelle, che non accetta la correzione. E dunque le sue parole, anche se dure, sono un accorato appello alla conversione e all'ascolto vero di Colui che il Padre ha inviato Gesù.

Non solo: ma queste città e in particolare Cafarneo, è la città in cui Gesù ha preso dimora, quindi in un certo senso siamo noi ciascuno di noi carissimi fratelli è chiamato a diventare città di Dio, casa di Dio, in cui Lui se lo vogliamo viene ad abitare: "Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me" (Ap 3,20).

Signore Gesù, fa' che oggi non induriamo il nostro cuore, ma che ti accogliamo come unico Signore della nostra vita.

sr M. Margherita

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