1 ottobre 2019 - martedì XXVI settimana TO

Aggiornato il: feb 16

Memoria di santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa: entrata ancora adolescente nel Carmelo di Lisieux in Francia, divenne per purezza e semplicità di vita maestra di santità in Cristo, insegnando la via dell’infanzia spirituale per giungere alla perfezione cristiana e ponendo ogni mistica sollecitudine al servizio della salvezza delle anime e della crescita della Chiesa. Concluse la sua vita il 30 settembre, all’età di venticinque anni.


Allora con somma gioia ed estasi dell’animo gridai: O Gesù, mio amore, ho trovato finalmente la mia vocazione. La mia vocazione è l’amore. Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio.

Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore ed in tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà.

Dall’«Autobiografia» di santa Teresa di Gesù Bambino, vergine



Lc 9, 51-56 Dal Vangelo secondo Luca

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Parola del Signore.

Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?

I due discepoli Giovanni e Giacomo, inviati da Gesù in un villaggio di Samaria per preparare il suo ingresso, delusi per il rifiuto dei Samaritani di accogliere il loro Maestro, vogliono dare loro una lezione facendo ricorso alla vendetta e si rivolgono così a Gesù: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi? ».

Ma è forse questo il fuoco che il vostro maestro è venuto a porta sulla terra? Non è forse il fuoco del perdono, del suo Amore, della sua Misericordia?

Sono venuto perché tutti abbiano la vita e non la morte; sono venuto non per distruggere l’uomo, ma il male che è nell’uomo. Per questo quando avrò dato la mia carne e il mio Sangue per la vita del mondo, dal mio cuore trafitto dai vostri peccati, non uscirà il fuoco della vendetta, ma il fiume della mia misericordia, il fuoco del mio spirito. Per questo vi attirerò a me dall'alto della Croce, non per consumarvi, ma per farvi rivivere e per consegnarvi a Colui che mi ha inviato a voi perchè nessuno vada perduto, per restituire nelle mani del Padre mio e Padre vostro l'uomo nuovo che le sue mani hanno creato a sua immagine e somiglianza.

Dice Frère Roger Schultz: "Dio non si impone mai agli esseri umani con la paura. Anche quando era maltrattato il Cristo non minacciava nessuno".

Il rifiuto dei Samaritani vi scandalizza?

Anche voi, mi rifiuterete, mi lascerete solo e vi scandalizzerete di me quando sarò tradito da uno di voi e, oltraggiato, percosso e umiliato sarò condotto davanti ai tribunali per essere crocifisso...

Non era la mia gente che gridava: Non costui, ma Barabba?... Sì, sono venuto tra la mia gente e i miei non mi hanno accolto...

Perciò "rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l'uomo nuovo (cfr. Ef 4,23-24). E' questo il modo che i miei discepoli possono preparare il mio ingresso nella loro vita e nei loro cuori e nella vita e nel cuore dei loro fratelli. E' questo il fuoco che fa' di voi scintille del mio amore, della mia pace e della verità.

Un mese prima della morte di una nostra sorella, mi rivolsi a lei con questa domanda: «Che cosa ci lasci in eredità? ».

Mi rispose: «L’ubriachezza dell’Amore».

Una risposta da vera "ciocota" (ubriaca) di San G. B. Cottolengo, il quale voleva che tutte le sue figlie fossero ebbre dell'Amore Divino.

Per questo la stessa sorella mi disse ancora: «Ho un fuoco, una fornace che brucia dentro di me».

E S. Teresera di Gesù Bambino che ricordiamo liturgicamente oggi diceva, anch'essa prima di morire: «Muoio martire d’amore».

O Signore, accendi in noi il Fuoco del Tuo Amore.

Sr M. di Gesù Bambino


10 visualizzazioni
LA NOSTRA RETE

Da quasi 2 secoli Cottolengo assiste in Italia e nel mondo 500 mila pazienti negli ospedali, 5mila bambini nei servizi educativi, più di 5mila disabili, anziani e senza fissa dimora a cui viene data accoglienza e oltre 130mila pasti gratuiti distribuiti.

INDIRIZZO

Monastero Cottolenghino Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Gesù

Via del Santuario, 22

​Pralormo (TO) 10040 Italia

tel 0119481192

adoratrici@gmail.com

farebene.png

© 2019 Monastero Adoratrici Pralormo

  • YouTube