1 dicembre 2019 - 1° domenica di Avvento

Aggiornato il: mar 1

Charles-Eugène de Foucauld nacque il 15 settembre 1858, a Strasburgo. Visse una giovinezza scapestrata, «senza niente negare e senza niente credere», impegnandosi solo nella ricerca del proprio piacere. Intraprese la carriera militare, ma fu congedato con disonore «per indisciplina aggravata da cattiva condotta». Si dedicò allora a viaggiare, esplorando una zona sconosciuta del Marocco, impresa che gli meritò una medaglia d’oro dalla Società di Geografia di Parigi. Tornò in patria scosso dalla fede totalitaria di alcuni musulmani conosciuti in Africa. Si riavvicinò al cristianesimo e si convertì radicalmente, accettando di accostarsi per la prima volta al sacramento della confessione. Deciso a «vivere solo per Dio», entrò dapprima tra i monaci trappisti, ma ne uscì dopo alcuni anni per recarsi in Terra Santa e abitarvi come Gesù, in povertà e nascondimento. Ordinato sacerdote, con l’intento di poter celebrare e adorare l’Eucaristia nella più sperduta zona del mondo, tornò in Africa, si stabilì vicino a un’oasi del profondo Sahara, indossando una semplice tunica bianca, sulla quale aveva cucito un cuore rosso di stoffa, sormontato da una croce. A cristiani, musulmani, ebrei e idolatri, che passavano per la sua oasi, si presentava come «fratello universale» e offriva a tutti ospitalità. In seguito si addentrò ancora di più nel deserto, raggiungendo il villaggio tuareg di Tamanrasset. Vi trascorse tredici anni occupandosi nella preghiera (a cui dedicava undici ore al giorno) e nel comporre un enorme dizionario di lingua francese-tuareg (usato ancor oggi), utile alla futura evangelizzazione. La sera del primo dicembre 1916, la sua abitazione – sempre aperta a ogni incontro – fu saccheggiata da predoni. Presso il suo cadavere fu ritrovata la lunula del suo ostensorio, quasi per un’ultima adorazione. È stato beatificato nella basilica di San Pietro a Roma il 13 novembre 2005, sotto il pontificato di Benedetto XVI. (http://www.santiebeati.it/dettaglio/90041)



Mt 24, 37-44 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».

Parola del Signore

Come furono i giorni di Noè...

“Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà” (Mt 24,42).

“Sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte” (1 Ts 5,2).

“Una voce! L’amato mio! Eccolo viene...” (Ct 2,8).

“Mi voltai per vedere la voce che parlava con me...” (Ap 1,12)

“La vigilanza è l’atteggiamento che Gesù raccomanda a coloro che aspettano la sua venuta. La vigilanza in questo stato di allerta suppone una solida speranza ed esige una costante presenza di spirito che prende il nome di sobrietà” (Nota 24,42 – Bibbia di Gerusalemme)

Sr M. Liliana

Vegliate perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà… Tenetevi pronti perché nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’Uomo. (Mt 24).

Gesù ci mette in guardia dicendoci di stare attenti ai nostri atteggiamenti spensierati. “Mangiavano, bevevano… venne il diluvio e gli inghiottì tutti”.

Sii vigilante… se tu non sei vigilante verrò come un ladro, senza che tu sappia l’ora della mia venuta (Ap 3,21).

Uno sarà preso e l’altro lasciato.

O Vanità immensa tutto è vanità (Qo 1,2).

Vigilate, state saldi nella fede, siate forti (1Cor 16,13).

Voi non siete nelle tenebre, così che quel giorno vi sorprenda come un ladro… voi siete figli della luce (1Ts 5,4).

Mentre abbiamo ancora tempo cerchiamo di fare del bene (Gal 6,10).

Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo Regno… Dov’è il vostro tesoro là sarà anche il vostro cuore (Lc 12,32).

Chi fa la volontà di Dio rimane in eterno (1 Gv 2,17).

Fra il cielo e la terra non c’è che un’unica via: seguire Cristo.

Fra il tempo e l’eternità non c’è che un’unica scelta, una sola: scegliere questa via.

Sulla terra c’è un’unica speranza eterna: seguire Cristo fino al cielo.

Nella vita c’è un’unica gioia: seguire Cristo. E nella morte una ultima beata gioia: seguire Cristo fino alla vita (S. Kierkegaard, Vangelo della sofferenza p.430).

O Maria, Dio ti ha scelta prima della creazione del mondo Santa e Immacolata prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte.

Sr M. Emanuela


Vegliate perché non sapete in quale giorno il Signore nostro verrà.

La parabola del ladro notturno illustra l’imprevedibilità della venuta di Cristo.

Un ladro non avvisa il padrone di casa quando tenterà di svaligiargli l’abitazione, agisce di sorpresa. E di fronte alla venuta di un ladro non si può calcolare un tempo di veglia. La sola sapienza possibile è quella di tenersi sempre pronti. Non essere pronti perché si conosce l’ora in cui il Signore verrà, ma essere pronti perché verrà nell’ora che non immaginiamo.

Il discepolo di Cristo è chiamato a custodire nella vigilanza una direzione, una speranza affidando tutto nelle mani del suo Signore e lasciando a lui il compimento di ogni cosa.

Come ogni uomo, il credente mangia e beve, lavora e intesse relazioni, ma la vigilanza gli permette di vivere tutto questo nello straordinario della presenza di Dio e nella attesa appassionata di incontrare quel volto il cui sguardo ci sorregge con infinito amore.

Sr M. Barbara

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